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Segnali positivi dai Comuni in cui si utilizza solo il sacco arancione per l’indifferenziato

È di pochi giorni fa la segnalazione che la qualità della raccolta differenziata del nostro territorio è in fase di peggioramento. Alcuni Comuni hanno deciso di dare un chiaro segnale per invertire la rotta e hanno disposto con specifica ordinanza del Sindaco che tutti i cittadini dovranno obbligatoriamente utilizzare i sacchi arancioni SCS per buttare il rifiuto indifferenziato.

Pionieri nell’uso esclusivo del sacco della Società Canavesana erano già stati l’anno scorso Tavagnasco e Salerano con evidenti risultati nella riduzione della quantità di rifiuto indifferenziato e, da febbraio di quest’anno, sono partiti anche Mazzè, Villareggia e Cuceglio.
Il sacchetto di SCS è semitrasparente e permette, proprio per questo, all’operatore di verificare che all’interno siano effettivamente inseriti rifiuti non differenziabili e che il peso sia contenuto entro i 5 kg di capienza massima: l’obiettivo è migliorare la qualità della raccolta dei rifiuti e ridurre il peso dell’indifferenziato che comporta un costo immediato di smaltimento per i Comuni e, quindi, per i cittadini.
Proprio con i Comuni che hanno aderito per il momento all’iniziativa abbiamo identificato un modus operandi che permettesse di coordinare l’intervento di raccolta da parte degli operatori con le indicazioni date dagli amministratori, preceduto da una campagna di distribuzione a tappeto dei sacchi a cura di ciascun Comune per fornire la dotazione necessaria ai cittadini, unitamente a una campagna informativa capillare sulle modalità di conferimento corrette.
Nelle settimane precedenti all’inizio dell’uso esclusivo del sacco SCS, gli amministratori hanno accompagnato gli operatori nel giro di raccolta per verificare, laddove presenti, gli errati conferimenti e sensibilizzare i cittadini sulla corretta differenziazione dei rifiuti. Con lo scattare dell’obbligo, i sacchi non conformi (perché non della dotazione SCS, troppo pesanti, contenenti rifiuti non differenziati correttamente) non sono stati raccolti ed è stato apposto sul sacco un adesivo riportante la motivazione della non conformità del rifiuto. Determinante, anche in questa situazione, la presenza dei Comuni che hanno potuto spesso ricostruire l’appartenenza dei vari sacchi e sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità di ritirare il sacco non corretto a casa, differenziarlo nel modo giusto e riesporlo nel passaggio settimanale successivo.
I dati del primo mese di sperimentazione in effetti sembrano confermare di aver intrapreso la strada giusta: in tutti i comuni coinvolti il rifiuto indifferenziato è calato in media del 30% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso e, se la tendenza venisse confermata nel corso dell’anno, si tradurrebbe in un calo del rifiuto pro capite dai 25 ai 40 kg alla fine del 2021.
Avere al nostro fianco le amministrazioni che credono con forza nel rispetto e nella tutela del territorio e delle sue risorse è stato fondamentale per iniziare questo progetto, ma ancora più determinante sarà la collaborazione di tutti i cittadini nel contribuire alla sua buona riuscita.

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